Mio cugino è Diamond I

Parliamo oggi di videogiochi ed in particolare dei MOBA (Multiplayer Online Battle Arena).
Facciamo un passo indietro: nel 2003 tale Eul creò una mappa custom per Warcraft 3 chiamata Defense of the Ancients (DotA) prendendo l’idea di una vecchia mappa di StarCraft chiamata Aeon of Strife, dove invece di villaggio ed eserciti, il giocatore controlla un singolo personaggio, che d’ora in avanti chiameremo eroe.
Il gameplay si discosta quindi molto dal genere del gioco originale (RTS), 2 squadre da 5 giocatori
si affrontano in una mappa così composta: due basi, collegate da 3 vie, chiamate lanes, su ciascunadelle quali si trovano 3 torri. A intervalli regolari, su ciascuna delle 3 lanes appaiono dei minions (o creeps), ovvero mostri non troppo forti che vi aiutarenna ad avanzare nella lane (pusharla, usando un neologismo) e non solo: dando infatti il colpo di grazia (last hit) ai minions avversari si acquisiscono soldi (to farm, in inglese) con cui potrete comprare oggetti che vi aiuteranno nello scopo del gioco: distruggere la base avversaria.
Nel corso degli anni diverse persone crearono diverse mappe DotA, fino a convergere in quella denominata DotA: Allstars (2004). La popolarità della mod continuava ad aumentare (un dj svedese ne ha fatto una canzone), ma pur sempre di una mod si trattava e questo portava con sé una serie di problematiche. Il passaggio ad un videogioco vero e proprio era naturale ed in parte necessario. Senza contare che tutti quelli che avevano aiutato nella realizzazione della mappa, l’avevano fatto gratuitamente.

Sono nati così i primi giochi MOBA (a volte chiamati anche ARTS, Action Real Time Strategy) come Demigod, League of Legends e Heroes of Newerth. In seguito, rilasciato da Valve, DotA 2, che ad oggi è il secondo più giocato, dietro LoL, che attualmente è il videogioco più giocato al mondo (per darvi qualche numero guardate questa infografica). Ma cosa rende questo tipi di giochi così popolare? Sicuramente l’alta competitività è il fattore principale, perchè, diciamolo, a tutti piace la sensazione di sconfiggere altre persone. Altro fattore importante è la relativa brevità delle partite (dai 30-40 minuti meadiamente) e il fatto che si giochi a squadre, così c’è sempre qualcuno con cui prendersela quando si perde invece di ammettere i propri errori. Battute a parte (ero serio), la visibilità raggiunta in questo momento, grazie alla democratica rete globale, è impressionante, tra streaming e tornei ufficiali, ormai è diventato l’e-sport più seguito, con tifosi delle squadre e giocatori preferiti.

Quanto durerà tutto ciò? Chi può dirlo, per ora i giocatori continuano ad aumentare. Cosa ci prospetta il futuro? Heroes of the Storm è il MOBA in programmazione di mamma Blizzard, di cui si sa ancora poco (gamplay sneak peek), ma sembra sia più orientato al team fighting che al farming. Vedremo se riuscirà ad emergere tra la concorrenza, personalmente qualcosa di nuovo non mi dispiace. In questo senso, la Riot qualcosa ha fatto e sta facendo, introducendo una mappa 3v3, una modalità chiamata All Random All Mid (ARAM) e ora una modalità One for All, queste due più orientate al divertimento che non alla competizione.

Per chi volesse approfondire la storia dei MOBA, vi lascio con questa serie di video più dettagliata.

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