Sì, viaggiare

Mi sento sempre estremamente nostalgico quando viaggio. Di solito mi preparo mille cose da fare: il libro da leggere, serie tv arretrate, qualche articolo da studiare, ma alla fine me ne sto sempre seduto a guardare il panorama scorrere fuori dal finestrino sentendo della musica. Pensare, quando si viaggia, è la cosa più naturale che ti capita e io sono maledettamente bravo a pensare.

Mi sento sempre tremendamente malinconico in treno. Sarà quel ritmo costante, sarà l’aria un po’ grigia che ammiro dal finestro, saranno le note dei Death Cab nelle mie orecchie, precisamente non lo so. Incontri mille facce, che ti sembrano un po’ tutte uguali, e tante storie passano davanti ai tuoi occhi.

Il viaggio è sempre la parte bella, la connessione fra due punti nello spazio e due punti nel tempo*. Da questa definizione, consegue che per la verità noi ci troviamo sempre in viaggio, ma non sempre riusciamo a goderci il panorama fuori dal finestrino. Penso di essere sul treno sbagliato, ma, cavolo, avete visto fuori che paesaggio?

*Tecnicamente sarebbe giusto dire “due punti nello spazio-tempo”, ma visto che la velocità dei treni è, attualmente, molto minore di quella della luce, non è errato considerare le due entità separatamente. Si lascia la dimostrazione al lettore.

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