Lezioni dal terremoto

Quest’estate sono rimasto in Francia, non sono rientrato per le vacanze. Ero quindi lontano quando è accaduto il terremoto ad Amatrice. Quel giorno mi sono svegliato ed ho visto i diversi messaggi sulle chat di gruppo con gli amici. La prima sensazione a presentarsi è stata la preoccupazione, quindi per assecondarla ho chiamato casa e mi sono assicurato che tutte le persone a cui tengo stessero bene.
Subito dopo è salita una sensazione strana, quasi di colpa. È successo qualcosa di terribile vicino alla mia terra ed io sono lontano, questo mi ha reso triste. Quanto siamo ipocriti noi essere umani, ci curiamo solo di quello che ci sta vicino, in senso figurato e non, ma forse è un bene. Dovremmo preoccuparci davvero di tutto, probabilmente l’ansia sarebbe la prima causa di morte al mondo.
Ho pensato poi a tutte le persone morte e di quanto in realtà noi siamo fragili. Di come domani già potrebbe essere troppo tardi per essere felici. Non possono esistere preoccupazioni così grandi da impedirci di vivere serenamente. L’ultima sensazione è stata, quindi, la calma.

Il secondo terremoto invece l’ho vissuto in prima persona: è stata la sveglia per ricordarmi quello che avevo appreso.

 

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