L’anima non conta

Mettere su qualche canzone indie, aprire il browser, loggare nel blog ed iniziare a scrivere cullato da melodie conosciute a cui ritorno ogni volta che mi sento depresso. Questo è uno dei miei hobby preferiti, oltre a rassegnarmi al fatto di usare inglesismi. Ricordo ancora le parole del mio professore di lettere alle superiori: “l’uomo scrive con la stessa naturalezza con cui il ragno tesse la tela” citando qualcuno che non ricordo e a quanto pare neanche Google. Sarà vero? Non conosco molte persone, ma credo i tempi siano cambiati. Sicuramente però anche l’uomo, come il ragno, rischia di rimanere incastrato nella sua tela di parole e non riuscire più a liberarsene. Non riesco ad arrendermi alla mia mediocrità, sta tutta lì la causa della mia depressione. E un altro inutile passo in avanti l’abbiamo fatto.

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