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Lezioni dal terremoto

Quest’estate sono rimasto in Francia, non sono rientrato per le vacanze. Ero quindi lontano quando è accaduto il terremoto ad Amatrice. Quel giorno mi sono svegliato ed ho visto i diversi messaggi sulle chat di gruppo con gli amici. La prima sensazione a presentarsi è stata la preoccupazione, quindi per assecondarla ho chiamato casa e mi sono assicurato che tutte le persone a cui tengo stessero bene.
Subito dopo è salita una sensazione strana, quasi di colpa. È successo qualcosa di terribile vicino alla mia terra ed io sono lontano, questo mi ha reso triste. Quanto siamo ipocriti noi essere umani, ci curiamo solo di quello che ci sta vicino, in senso figurato e non, ma forse è un bene. Dovremmo preoccuparci davvero di tutto, probabilmente l’ansia sarebbe la prima causa di morte al mondo.
Ho pensato poi a tutte le persone morte e di quanto in realtà noi siamo fragili. Di come domani già potrebbe essere troppo tardi per essere felici. Non possono esistere preoccupazioni così grandi da impedirci di vivere serenamente. L’ultima sensazione è stata, quindi, la calma.

Il secondo terremoto invece l’ho vissuto in prima persona: è stata la sveglia per ricordarmi quello che avevo appreso.

 

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Fire in the bus

Li vedo dal finestrino, pronti all’azione. Sono in sei, sembrano uno SWAT Team, sono i controllori degli autobus a Rennes. Salgono e, guardandoti dritto negli occhi, ti chiedono severamente di mostrare il tuo titolo di viaggio, quasi siano veri militari. Se ti trovano irregolare, ti chiedono con altrettanta fermezza un documento e la carta di credito. Sono attrezzati col POS loro, la scusa del non ho soldi dietro con la speranza che la multa non arrivi mai a casa non funziona.

Qualcuno si rifiuta e si arrabbia, ma loro sono fermissimi nella loro autorevole posizione. Parlo poco francese, ma l’orecchio un po’ l’ho fatto e capisco che il tipo e il controllore stanno litigando. Si stanno anche leggermente insultando, ma lo fanno in tutta tranquillità, col sorriso sulle labbra. La cosa mi stupisce, in Italia probabilmente qualcuno avrebbe già spaccato botilia, qui invece le spaccano solo il giovedì sera, ma così, per divertimento, quando sono spaccati a merda.

I controllori hanno completato la loro missione, salutano cordialmente e scendono. Ad aspettarli un furgoncino, pronto a partire verso il prossimo obiettivo.

Ho visto gente lavarsi le mani prima di mangiare da McDonald’s, che e’ un po’ la stessa cosa di sterilizzare l’ago per i condannati a morte.

Ho visto un vecchio incazzato sorpassare un furgoncino in una strada ad una corsia nei pressi di una curva e in discesa, solo perche’ il furgoncino andava a 40 km/h su una strada il cui limite era 30 km/h.