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Perchè l’inizio è quello che conta

Negli ultimi due anni o forse più ho iniziato ad infognarmi di serie televisive. Non ne ho viste così tante da farmi uscire dai canoni della normalità, in cui comunque non mi trovo per altri motivi, ma neppure così poco da definirmi un amatore. Poi da quando è arrivato Netflix in Italia, ho in procinto di recuperarne molte altre.

Quello che voglio presentarvi oggi è una classifica, secondo me, delle dieci migliori sigle fra le serie che ho guardato. Inizialmente ne dovevano essere cinque, con menzione ad altre cinque, quindi alla fine sono diventate dieci perchè 5+5=10 [citation needed]. Ho cercato di non farmi influenzare da quanto una serie mi sia piaciuta o meno, ma di giudicare soltanto la sigla in sé.

10. The Big Bang Theory

La storia dell’universo concentrata in 20 secondi per una storia incentrata su tre fisici ed un ingegnere. Semplice, adatta.

9. Doctor Who

Viaggiare nello spazio-tempo a bordo di una cabina della polizia: è la trama della serie. Da sottolineare il fatto che la sigla cambia a seconda del Dottore in carica.

8. Romanzo Criminale

Una serie nostrana che parla di fatti avvenuti negli ultimi anni del ’70 e trasuda il sapore di quel periodo.

7. Friends

Un intro cult per una serie che non credo abbia bisogno di presentazioni.

6. Firefly

Questa non è propriamente la sigla, ma è quanto di più simile sia riuscito a trovare. Sul tubo si trovano solo parodie di altre serie fatte in questo stile. La sigla di Firefly, la serie cancellata per antonomasia, è un altro cult che non poteva non essere inserito.

5. IT Crowd

Musica 8-bit e grafica a pixel. Cosa volete di più per i due informatici più simpatici della storia televisiva?

4. Game of Thrones

Un’altra sigla che è diventata già storia, tanto che i Simpson ne hanno fatto una parodia (che non sono stati inseriti qui perchè non una serie tv). Quasi due minuti che non salto mai e che sono in realtà una lezione di geografia sul mondo della serie.

3. True Detective

Quel senso di inquietudine misto ad ambiguità della serie (perlomeno della prima stagione, la seconda ancora mi manca) è perfettamente riprodotto dall’intro. La musica e le immagini si intrecciano perfettamente per guidare lo spettatore alla serie.

2. Manhattan

Vi ho già parlato di Manhattan e della sua splendida sigla. Il continuo crescendo della musica unito alle immagini in cui la vita quotidiana si mischia a formule fisiche, schemi e protocolli è la perfetta sintesi della seria e del suo continuo clima di tensione.

1. Dexter

La ruotine mattutina di un serial killer è piena di doppi sensi e analogie. L’ho trovata geniale ed assolutamente perfetta. Vederla poi trasformata in un episodio dopo che Dexter ha avuto un figlio è stato memorabile. L’unica cosa negativa? La serie in sè, che non mantiene uno standard così alto soprattutto nelle ultime stagioni, cosa che avevo già menzionato in passato.

Siete d’accordo? No? Ho dimenticato qualcosa? Mi consigliate di vedere qualcos’altro? Fatemi sapere.

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I am become death, the destroyer of worlds.

Negli ultimi anni c’è stata un’esplosione di serie tv. Ce ne sono ormai talmente tante che è difficile stare al passo con tutte, solo poche riescono ad emergere dal rumore e grazie al passaparola si diffondono come un virus. Io, come tanti, attualmente ne seguo molte più di quelle che potrei permettermi in termini di tempo. Fra le tante, la maggiorparte note ai più, ne seguo una che mi sta particolarmente a cuore, ma che, secondo me, non ha la visibilità che merita.

manhattan

La serie si chiama Manhattan e racconta la storia, un po’ romanzandola, del progetto Manhattan, ovvero la corsa degli americani alla realizzazione della bomba atomica. La serie è incentrata sulla vita degli scienziati e delle loro famiglie a Los Alamos, il luogo segreto dove furono trasferiti per realizzare il “gadget”. Si trovano così tematiche come la libertà limitata dovuta alla necessità del segreto militare, il clima di paranoia dovuto alle probabili spie, la paura degli scienziati di star commettendo un errore. Tutte le sensazioni che ne derivano riescono ad essere ben trasmesse dagli attori, dalla regia e dalla fotografia.

Manhattan non vuole essere un documentario storico, ma più una storia basata su avvenimenti veri e recenti (è sempre giusto ricordare di cosa siamo stati capaci, purtroppo). La cosa più interessante della serie, tuttavia, è il fatto che il finale è già noto, sappiamo tutti cosa è successo a Hiroshima e Nagasaki, eppure riesce a tenere gli spettatori incollati allo schermo grazie alla storia avvincente e sempre tesa. Una serie passata un po’ in sordina, ma che non ha nulla da invidiare alle sue sorelle più conosciute. Per tutti è altamente consigliata, per i fisici è obbligatoria.

Menzione speciale alla sigla che trovo stupenda.

Non so che guardare.

La rete oggi ci inonda di informazioni, a tal punto che è diventato impossibile seguire tutto. Di conseguenza, non c’è sempre tempo per leggere poemi sulla serie tv di turno per capire se potrebbero piacerci o no. Partendo da questo presupposto, vorrei spendere poche parole su quelle viste da me finora. Chissà mai che qualcuno le legga.

Alcatraz: vecchi carcerati ad Alcatraz ricompaiono dal nulla, una poliziotta ed un nerd ciccione vanno ad arrestarli per capire perchè. Interessante per le varie peculiarità dei criminali. Mi piaceva abbastanza, cancellata dopo la prima stagione.

Alphas:tipo Heroes, ma bello” [cit.] gente buona coi poteri combatte gente cattiva coi poteri. Molto belle le animazioni delle varie abilità. Serie passata in sordina, ma molto bella. Cancellata alla seconda stagione con un hype assurdo.

Arrow: la serie di freccia verde. Non c’è molto da dire, se vi piacciono i supereroi guardatela. Ben realizzata. È attualmente in corso la seconda stagione.

Battlestar Galactica: rifacimento di una vecchia serie, è una delle serie sci-fi per eccellenza. In BG c’è tutto: politica, storia, religione, società, mistero, azione, amore, ecc. Capolavoro. Un po’ sottotono il finale, ma l’importante è il viaggio, non la destinazione. 75 episodi da 44 minuti.

Black Mirror: una serie di “mini-film” (nel senso che le puntate non sono collegate tra di loro) che fanno riflettere sul ruolo della tecnologia moderna in scenari surreali e grotteschi. Abbastanza inquietante a volte. Due stagioni da 3 episodi ciascuna, per ora.

Boris: comica, la telenovela italiana che porta in giro le telenovele italiane. L’unica produzione nostrana veramente degna di nota. 3 stagioni e un film.

Breaking Bad: non ha bisogno di presentazioni, ha ridefinito lo standard di come va fatta una serie televisiva degna di questo nome. I primi episodi sono un po’ lenti, ma poi decolla e non riuscite più a staccarvi. 5 stagioni, conclusa.

Community: LA serie nerd. Una quantità impressionante di citazioni ad altre serie o film. Imparerete ad amare questo gruppetto di studenti del Greendale Community College e loro vi ricambieranno con tante risate. Geniali le trovate di alcune puntate. Quattro stagioni e la quinta pronta a partire nel nuovo anno.

Dexter: un analista forense di notte maciulla assassini sfuggiti alla legge. Basata su di un libro, fa parte del filone “eroe negativo”. Thriller di 8 stagioni, ma guardatevi solo le prime quattro (magari saltando la terza). Io vi ho avvertito.

Doctor Who: la serie sci-fi inglese più conosciuta. Un alieno, il Dottore, ha una macchina che può viaggiare nello spazio e nel tempo, con la quale svolge tante avventure insieme a delle compagne. Affascinante. Sette stagioni se considerate solo la nuova serie, altrimenti state freschi.

Firefly: la serie cancellata per antonomasia. Steampunk sci-fi, si alternano scenari spaziali a quelli da film western, mentre seguiamo la truppa di Serenity, una nave cargo di classe Firefly. Una stagione e un film che cerca di spiegare un po’ di cose lasciate in sospeso.

Fringe: fenomeni paranormali investigati da un’apposita agente del FBI accompagnata da uno scienziato non troppo sano e suo figlio. Alti e bassi, ma una serie interessante e intrigante. 5 stagioni.

Game of Thrones: la saga fantasy tratta dai libri di G. R. R. Martin. Se vi piace il genere, guardatela, vi terrà incollati allo schermo. Ritmo incalzante con pochi momenti morti.
Non affezionatevi troppo ai personaggi. Tre stagioni uscite finora, ancora in corso.

Heroes: delle persone scoprono di avere dei superpoteri e dovranno salvare il mondo. Partita benissimo è sprofondata nella merda più veloce di un motore FTL. Guardatevi la prima stagione e fate finta che sia stata cancellata.

How I Met Your Mother: la sitcom americana che tanto piace. Una copia di Friends (che sto recuperando ora e per questo non c’è nella lista, mea culpa) un po’ più brutta e moderna, ma a me non dispiace troppo. Nona e ultima stagione in corso.

Lie to Me: Cal Lightman riesce a capire se mentite. A capo della sua agenzia, usa questa sua “scienza” per risolvere casi ed essere a disposizione di clienti. Una serie non eccezionale, ma molto godibile. Cancellata dopo la terza stagione.

Monk: l’investigatore con l’OCD. Non ho finito di vederla, ma molto carina. Vi innamorerete del protagonista. Molto consigliata se vi piacciono i gialli. Otto stagioni.

Peep Show: serie comica british. Umorismo basato sulle disavventure bizzarre in cui si ritrovano i due protagonisti, Mark e Jeremy, che ovviamente gestiscono nel peggiore dei modi possibili. Altamente consigliata. Otto stagioni, la nona sarà l’ultima.

Scrubs: la serie medica che vi farà ridere e piangere tantissimo. Una delle serie più belle che potete vedere (io l’ho vista già tre volte), se non l’avete fatto, fatelo. È stata anche votata come serie più medicamente corretta. Otto stagioni. Nove? Ma che dite, non esiste una nona stagione di Scrubs!

Sherlock: le avventure rilette in chiave moderna di Sherlock Holmes. Fatta in modo impeccabile. Personalmente, una delle mie preferite. Tre episodi da 90 minuti per stagione, terza stagione in corso.

The Big Bang Theory: una sitcom americana con protagonisti dei nerds. Ed inizialmente era di fatto una serie per nerd, ricolma di citazioni che solo chi possiede una certa cultura poteva apprezzare. Poi con il successo è diventata più popolare, diventa una sitcom come tante altre, dove i nerd fanno solo da contesto. Peccato. Settima stagione in corso.

The Inbetweeners: disavventure di quattro adolescenti che farebbero di tutto per scopare. Un po’ American Pie al liceo. Non a tutti può piacere il genere, ma abbastanza divertente. Tre stagioni e due film, uno di prossima uscita. La serie è inglese, diversamente da quanto si può pensare: hanno provato un adattamento americano, che è fallito (giustamente).

The IT Crowd: la mia serie preferita. Sitcom che ha come protagonisti due geek del dipartimento IT di una grossa azienda, a cui viene affibbiata una manager che non sa nulla di computer. Esilarante, tipico humor british. Caldamente consigliata. Quattro stagioni da sei episodi, più un episodio speciale.

Ripeto che quanto avete appena letto è solo la mia personale opinione. Se non vi trovate d’accordo, sono contento per voi, avete un cervello.

Ho dei mattoni nelle scarpe.

Ok, ora mi sono un po' calmato, ma ieri ero abbastanza su di giri. Mi succede ogni volta che arriva una notizia scientifica abbastanza importante da essere divulgata un po' ovunque e subito la gente si riempe la bocca, senza neanche pulirsela, perchè ormai lo sport nazionale su internet è parlare senza sapere di quello di cui si sta parlando [cit.]. Successe con il caso nucleare, dopo il terremoto in Giappone, ed è successo due giorni fa con la storia dei neutrini più veloci della luce. Nonostante io studi fisica, mi sono trattenuto dal commentare la notizia, perchè la fisica delle particelle non è il mio campo, piuttosto sono andato un po' in giro a leggere ed ho seguito la conferenza del CERN (purtroppo non molto bene, causa lag estremo dello stream). Vi rimando a questo articolo (che riporta anche il colossale /facepalm della Gelmini) e copio incollo la frase finale della conferenza del CERN: "We do not attempt any theoretical or phenomenological interpration of our results"; e se non ci provano loro, non capisco perchè devono farlo giornaliwhatever. Ah, aspetta, lo so il perchè, la storia di far cadere Einstein dal piedistallo fa gola e tutte le menate. Certo, perchè un singolo esperimento negherebbe tutti gli esperimenti a favore e tutte le applicazioni che vengono usate? Mi sembra che la meccanica di Galileo venga ancora insegnata. Ma va bene, fra un paio di giorni tutti si saranno dimenticati di tutto, mentre gli scienziati continueranno a lavorare per vedere se i loro risultati sono attendibili. E siccome rischio di agitarmi di nuovo, passiamo ad un altro argomento.
E' di nuovo stagione di serie televisive. Community: il primo episodio non è nulla di straordinario, ma comunque godibile e credo sia servito più da introduzione che altro. E' una serie che finora non ha deluso e sono sicuro che non lo farà nemmeno quest'anno. The Big Bang Theory: ok, diciamolo pure, questa non è più la serie che era quando è cominciata, ma è diventata più mainstream. Non ci sono quasi più battute di nicchia e comicità per un gruppo di persone ristrette, ma humor basato principalmente sulle relazioni sentimentali dei vari personaggi. Non dico che non faccia più ridere, ma è una cosa diversa dall'idea da cui era partita. L'unica cosa che mi fa continuare a guardarla è Sheldon. E ieri, mentre guardavo la serie, pensavo: ormai questa serie rispecchia la realtà, piena di finti nerd che pretendono di essere tali.

[per capire meglio il video, bisognerebbe prima guardare questo, ma l’audio della parte finale, quella piu’ divertente, e’ sfasato]
The Big Bang Theory e’ la serie piu’ divertente che abbia mai visto e potrei rivedermi tutti gli episodi 3 o 4 volte senza mai stancarmi delle battute. Questo video me lo saro’ visto almeno uno 20ina di volte :’D
Poi adoro i personaggi, Sheldon in particolare ♥ soprattutto per l’analogia con la mia vita sotto diversi aspetti.
Se non l’avete ancora fatto, guardate questa serie in inglese perche’ le voci italiane non sono azzeccate per niente, imo.